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Terme Stabiane

Regio VII   Insula 1.8

Lungo Via dell’Abbondanza, poco distante dal Foro, ad angolo con Via Stabiana, sorgono le terme più antiche della città, databili nell’impianto generale al II secolo a.C.. Su una superficie di oltre 3500 mq erano articolate tra la sezione maschile e femminile, distribuite sullo stesso asse, e un ampio cortile destinato a palestra.

Il porticato (P) aveva tre lati con colonne in tufo rivestite di stucco, mentre, lungo il quarto lato, era collocata un’ampia piscina, profonda un metro e mezzo. Quest’ultima, separata dalla palestra per mezzo di un muretto, era accessibile da due ambienti laterali, forse usati sia come spogliatoi che per la preparazione al bagno. La decorazione della zona piscina fu realizzata dopo il terremoto del 62 d.C. con eleganti stucchi policromi tra cui vi sono alcuni pannelli figurati di personaggi mitologici ed atleti.

La palestra era dotata solo di alcuni bagni nella parte nord, e di altri ambienti dove fu poi ricavata una grande latrina. Questa zona è alle spalle del locale destinato ad alloggio del direttore delle terme. I reparti termali si sviluppavano sul lato lungo del Peristilio. Nell’angolo destro del porticato è il vano d’ingresso alla sezione maschile, dove si apre, sulla sinistra, un ambiente usato per il bagno freddo (Frigidarium). E’ a sezione circolare con vasca centrale, quattro nicchie agli angoli e una sul lato nord da cui sgorgava acqua per la piscina.

La collocazione dell’ambiente, prima dello spogliatoio, ha fatto ritenere che in origine avesse la destinazione di laconicum, destinato ai bagni d’aria calda (sauna) prodotta con bracieri di bronzo. Dal vano d’ingresso si entra nello spogliatoio (Apodyterium), decorato con intonaco bianco, zoccolatura rossa alle pareti e volte a stucco policromo.

Si passa poi al tepidarium, destinato a bagni moderatamente caldi. Il riscaldamento di questo ambiente era garantito dalla circolazione di aria calda sotto il pavimento (sopraelevato da pilastrini in terracotta, Suspensurae) e in intercapedini ricavate nelle pareti, come si nota in alcune zone interessate da lavori in corso al momento dell’eruzione.

Segue il caldarium, che presenta sulla destra la vasca per i bagni caldi, sovrastata da tre nicchie che contenevano statue. Sul lato absidato è il bacino in marmo che conteneva acqua fredda, usata per rinfrescarsi durante la permanenza nell’ambiente particolarmente riscaldato. Oltre il muro del caldarium erano sistemati i forni necessari per il riscaldamento sia dell’acqua che degli ambienti termali di entrambe le sezioni.

Ripercorrendo il portico della palestra si incontra, più avanti, l’ingresso alla sezione femminile. Si ritrova la stessa sequenza di ambienti delle terme maschili, con la sola eccezione del Frigidarium che è mancante, per cui dallo spogliatoio si passa direttamente nell’ambiente semiriscaldato e da qui al caldarium, dotato anche di collettori in bronzo per i bagni singoli.

Lungo Via dell’Abbondanza, poco distante dal Foro, ad angolo con Via Stabiana, sorgono le terme più antiche della città, databili nell’impianto generale al II secolo a.C.. Su una superficie di oltre 3500 mq erano articolate tra la sezione maschile e femminile, distribuite sullo stesso asse, e un ampio cortile destinato a palestra.

Il porticato (P) aveva tre lati con colonne in tufo rivestite di stucco, mentre, lungo il quarto lato, era collocata un’ampia piscina, profonda un metro e mezzo. Quest’ultima, separata dalla palestra per mezzo di un muretto, era accessibile da due ambienti laterali, forse usati sia come spogliatoi che per la preparazione al bagno. La decorazione della zona piscina fu realizzata dopo il terremoto del 62 d.C. con eleganti stucchi policromi tra cui vi sono alcuni pannelli figurati di personaggi mitologici ed atleti.

La palestra era dotata solo di alcuni bagni nella parte nord, e di altri ambienti dove fu poi ricavata una grande latrina. Questa zona è alle spalle del locale destinato ad alloggio del direttore delle terme. I reparti termali si sviluppavano sul lato lungo del Peristilio. Nell’angolo destro del porticato è il vano d’ingresso alla sezione maschile, dove si apre, sulla sinistra, un ambiente usato per il bagno freddo (Frigidarium). E’ a sezione circolare con vasca centrale, quattro nicchie agli angoli e una sul lato nord da cui sgorgava acqua per la piscina.

La collocazione dell’ambiente, prima dello spogliatoio, ha fatto ritenere che in origine avesse la destinazione di laconicum, destinato ai bagni d’aria calda (sauna) prodotta con bracieri di bronzo. Dal vano d’ingresso si entra nello spogliatoio (Apodyterium), decorato con intonaco bianco, zoccolatura rossa alle pareti e volte a stucco policromo.

Si passa poi al tepidarium, destinato a bagni moderatamente caldi. Il riscaldamento di questo ambiente era garantito dalla circolazione di aria calda sotto il pavimento (sopraelevato da pilastrini in terracotta, Suspensurae) e in intercapedini ricavate nelle pareti, come si nota in alcune zone interessate da lavori in corso al momento dell’eruzione.

Segue il caldarium, che presenta sulla destra la vasca per i bagni caldi, sovrastata da tre nicchie che contenevano statue. Sul lato absidato è il bacino in marmo che conteneva acqua fredda, usata per rinfrescarsi durante la permanenza nell’ambiente particolarmente riscaldato. Oltre il muro del caldarium erano sistemati i forni necessari per il riscaldamento sia dell’acqua che degli ambienti termali di entrambe le sezioni.

Ripercorrendo il portico della palestra si incontra, più avanti, l’ingresso alla sezione femminile. Si ritrova la stessa sequenza di ambienti delle terme maschili, con la sola eccezione del Frigidarium che è mancante, per cui dallo spogliatoio si passa direttamente nell’ambiente semiriscaldato e da qui al caldarium, dotato anche di collettori in bronzo per i bagni singoli.

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